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Comunicare oggi, ovvero: dire e non farsi capire è come dire senza dire.
La comunicazione non può prescindere dalla reciproca comprensione e dagli stessi codici di decodifica e di interpretazione del messaggio, sia esso visivo, testuale o verbale.
Utilizzare grafica, testi e parole per non farsi capire è come spedire una lettera senza l’indirizzo del destinatario: siamo sicuri di averla spedita e manteniamo tale sicurezza fino a quando non riceviamo – restituita al mittente - la missiva non consegnata. Solo in quel momento, ci attiviamo con un mezzo diverso per comunicare il suo contenuto al destinatario!
Spesso non ci si adopera più affinché le persone potenzialmente interessate ad un messaggio lo ricevano e, soprattutto, lo capiscano: in questo mondo globalizzato e standardizzato, dove tutto diventa omologazione ed imitazione ogni messaggio è “universale” e non distingue fra “tizio e caio”, trasformati in un unico destinatario.
Pensiamo a questo, quando progettiamo la comunicazione per un nostro cliente, un pensiero semplice dal quale non si può e non si dovrebbe mai prescindere: dimenticarsene porta allo sperpero di energie ed all’insoddisfazione di chi comunica che si rende conto di aver buttato al vento il proprio messaggio e, non meno importante, il proprio denaro.
Comunicare è, molto semplicemente, mettere in contatto due entità: chi comunica e chi riceve il messaggio. Non è sufficiente dire, occorre adoperarsi affinché i soggetti interessati trasmettano e ricevano comunicazioni comprensibili e fortemente coinvolgenti!
Comunicazione è uno dei sostantivi più utilizzati oggi, ma spesso è quello più “ferito” dalle stilettate di chi comunicazione è convinto di fare…
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